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Terza domenica di Quaresima 2018 - Commento al Vangelo

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Terza Domenica di Quaresima - 4 marzo 2018

(Es 20, 1-17; Sal 18; 1 Cor 1, 22-25; Gv 2, 13-25)

IL CORPO DI GESÙ È IL NUOVO TEMPIO

La terza domenica di Quaresima ci mostra il tempio come metafora dell’alleanza tra Dio e l’umanità.

Gesù sale a Gerusalemme ed entra nel tempio, il luogo dell’incontro tra Dio e il suo popolo e trova gente che vende buoi, pecore e colombe: «Fece una frusta di cordicelle e scacciò tutti fuori del tempio, con le pecore e i buoi; gettò a terra il denaro dei cambiamonete e ne rovesciò i banchi» (Gv 2,15).

II domenica di Quaresima - Commento al Vangelo

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Mi sono sempre chiesto a chi potesse servire la Trasfigurazione. A Gesù, per manifestare la gloria del Padre? A Pietro, Giacomo e Giovanni per fortificare la loro fede? Ai discepoli per comprendere il Cristo dopo gli eventi pasquali?

Credo che la verità stia in parte in tutti e tre gli interrogativi.

La trasfigurazione di Gesù sul Tabor si pone al centro di due annunci della passione e, se leggiamo sinotticamente l'episodio ci accorgiamo quanto sia difficile il momento che Gesù stesso sta vivendo. Infatti, pur trovandosi nel pieno della sua predicazione si accorge quanto poco gli apostoli e i discepoli abbiano compreso della sua missione: Pietro si ribella alla prospettiva della croce, i discepoli non hanno compreso le parole di Gesù sulla resurrezione. Egli sperimenta la solitudine.

Prima domenica di Quaresima 18 febbraio 2018 - Commento al Vangelo

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Gesù nel deserto

I Domenica di Quaresima - 18 febbraio 2018

Anche quest’anno abbiamo iniziato il tempo forte della Quaresima con l’austero rito dell’imposizione delle ceneri. A cosa fa riferimento il numero quaranta? Nel mondo greco indicava un traguardo della maturità umana o momenti e scansioni speciali della vita. Nell’AT il popolo di Israele liberato dalla schiavitù dell’Egitto peregrinò per quarant’anni nel deserto; Mosè s’intrattenne con Dio sul monte Sinai per quaranta giorni e quaranta notti senza mangiare e bere (Es 34, 28); Elia camminò nel deserto per raggiungere la montagna di Dio, l’Oreb, per quaranta giorni e quaranta notti, senza mangiare e bere (1 Re 19, 8). Nel NT il numero quaranta è legato al periodo che Gesù trascorse nel deserto senza mangiare e bere, tentato dal diavolo (Mt 4, 1-2).

Mons. Giuseppe Marciante nuovo Vescovo di Cefalù

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La presidenza diocesana dell'Azione Cattolica, il Consiglio diocesano e l'Associazione tutta accolgono con gioia la nomina di Mons. Giuseppe Marciante, fin'ora vescovo ausiliare di Roma, a Pastore della nostra diocesi di Cefalù.

Siamo profondamente grati a Papa Francesco per questo dono di grazia ricevuta. Già trepidanti per il suo arrivo, siamo certi che la sensibilità pastorale e lo spessore spirituale del nostro Vescovo, saranno linfa vera anche per la nostra Associazione.

Siamo anche grati al Signore per la guida pastorale della nostra Diocesi da parte di mons. Manzella al quale sin d'ora, con affetto, ci stringiamo attorno per salutarlo e ringraziarlo.

L'Azione Cattolica di Cefalù si raccoglie già spiritualmente per salutare il suo Pastore mostrando il suo filiale benvenuto a Mons. Marciante. In attesa di conoscerci meglio, dai grandi ai più piccoli:

1…2…3…4…5…6…Ciao Vescovo Giuseppe!

IN DIOCESI 150 ANNI PER LA CARITA’

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INIZIATIVA A FAVORE DELLA CASA DI ACCOGLIENZA "MADONNA DI GIBILMANNA"

La giornata di festa per il 150º anniversario della nascita dell’Azione Cattolica italiana ha dedicato uno spazio alla carità, iniziativa alla quale hanno aderito, con grande entusiasmo, tutte le parrocchie della Diocesi di Cefalù, donando ogni genere alimentare di prima necessità a lunga conservazione.

E’ stato un grande successo, soprattutto perché, la gente ha dimostrato spirito di solidarietà verso i meno fortunati, questo perché ha recepito il valore di questa raccolta alla quale ha dato una risposta col cuore.

Gli educatori hanno esercitato un servizio lodevole perché hanno fatto sì che tutta la comunità partecipasse in pienezza alla vita della Chiesa, che si è tradotto nello specifico nella carità verso i nostri vicini di casa, quindi nell’attenzione verso il prossimo; in linea con quanto affermato da Papa Francesco ai Vincenziani il 27 settembre scorso: “ La carità non si accontenta delle buone abitudini del passato, ma sa trasformare il presente” e quanto detto dal nostro pontefice l’AC non l’ha solo compreso, ma l’ha fatto suo mettendolo in pratica in un giorno di grande gioia.

Grazie a ciascuno per il suo contributo, nelle immagini il resoconto di quanto raccolto.