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Eletto il consiglio diocesano per il triennio 2017-2020

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L'Azione Cattolica di Cefalù ha eletto il nuovo consiglio diocesano per il triennio 2017-2020.

L'assemblea diocesana elettiva, riunitasi questo fine settimana, ha portato a termine il proprio compito, approvando il documento assembleare che segnerà il cammino dell'associazione per i prossimi tre anni ed eleggendo il consiglio diocesano che dovrà proporre e guidare tutte le iniziative per attuarlo.

Intorno alle 16 del pomeriggio di domenica è stato proclamato il consiglio neoeletto a cui auguriamo di svolgere un buon lavoro a servizio della nostra associazione. Ecco di seguito i risultati riportati:

 

Settore Adulti

Giuseppe La Tona: 70

Giuseppe Bianca: 38

Linda Bianca: 35

Sonia Zito: 26

Anna Elena Sabatino: 24

Francesco Bongiorno: 16

 

Settore Giovani

Gioacchino Conoscenti: 50

Maria Grazia Manzella: 48

Maria Chiara Arcara: 39

Cristiana Biondo: 21

Vanessa Saguto: 21

Francesca Saeli: 18

 

ACR

Giuseppe Salvaggio: 44

Sofia D'Arrigo: 43

Gero Bertolino: 38

Nuccio Mocciaro:21

Valeria Cortina: 18

Elisa Ciano: 18

Don Calogero Cerami nuovo assistente regionale del settore giovani

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Don Calogero Cerami, assistente del settore  giovani per l’ Azione Cattolica di Cefalù, è stato chiamato a prestare un ulteriore servizio alla nostra associazione: è il nuovo assistente giovani dell’AC regionale.

Questa mattina il nostro vescovo, Mons. Vincenzo Manzella, ha reso ufficiale la notizia che don Calogero ha accolto di buon grado. Con gioia e un pizzico di orgoglio, auguriamo a Don Calogero un buon cammino, assicurandolo nelle nostre preghiere.

Anche l’assistente unitario regionale ha un volto nuovo: Don Enzo Smiriglio, già assistente del settore giovani, ha preso il posto di Don Francesco Casamento, a cui va il più sentito grazie per gli anni spesi e l’amore riversato in AC. La cura degli assistente è un bene necessario per la crescita dell’intera associazione. 

"Accoglienti per scelta": l'impegno di tutta l'AC ad Agrigento

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"Accoglienti per scelta": questo lo slogan che ha accompagnato il consiglio regionale dell'AC di Sicilia durante l'ultimo week-end.

Anche la presidenza diocesana di Cefalù ha raggiunto la città di Agrigento, meta scelta accuratamente dalla delegazione regionale per riflettere e soprattutto vivere una tematica che sta a cuore a tutta l'AC e in particolr modo ai siciliani. Nella terra delle bellezze incantate d'un tempo, sui cui sassi sono passati i piedi di grandi uomini e cultori del bello, nonchè innumerevoli popolazioni straniere, oggi più che mai accogliere è un dovere.

L'Azione Cattolica svolge attivamente il suo ruolo di comunità di famiglie cristiane chiamate ad essere casa, ad essere il volto della speranza di chi non cerca altro che una via d'uscita dalla disperazione, dalla fuga, dalla guerra, dal gelo, dalle torture e dalle incertezze. L'AC ha voluto che quella del 27 e 28 febbraio fosse anche una festa per  dare il benvenuto alla presidenza nazionale giunta da Roma con in testa il presidente Matteo Truffelli: per questo nella giornata di domenica si sono aggiunte alle 18 presidenze diocesane i presidenti parrocchiali provenienti da ogni singola parrocchia siciliana che hanno accettato l'invito.

I partecipanti si sono riuniti presso il Teatro Pirandello e hanno dato vita a un significativo dibattito sugli argomenti che coinvolgono l'associazione a pieno titolo. La presenza della presidenza nazionale è stata l'occasione utile per ricevere e offrire spunti e provocazioni: l'interparrocchialità, la mobilità dei tanti giovani fuori sede, la vitalità delle parrocchie, il ruolo dei presidenti parrocchiali, il rispetto verso le minoranze religiose e il dialogo multiculturale. 

A conclusione della giornata la celebrazione eucaristica presieduta da Mons. Mansueto Bianchi, assistente unitario nazionale di AC e concelebrata da S. Em. Cardinale Francesco Montenegro di Agrigento.

Un tempo speciale che ci aiuti a riscoprire la bellezza di ritmi umani e umanizzanti

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immagine di frenesia

“Scusami non ho tempo vado di fretta, devo scappare!”

E’ una delle frasi che ripetiamo più spesso e che molto frequentemente ci sentiamo ripetere. Ed è proprio vero, oggi non si ha più tempo per vivere relazioni intense, piene di significato e di umanità. Siamo continuamente incalzati dai ritmi della giornata e del lavoro, per cui spesso perdiamo di vista il senso di quello che siamo e di quello che facciamo.

Ecco allora di nuovo il tempo della Quaresima in cui abbiamo la possibilità di fermarci e di fare silenzio per ascoltare. 

Il segreto è tutto qui: nel sapersi fermare per ascoltare e non chiunque, ma l’unica Parola che salva e che dà spessore a quello che siamo e a quello che facciamo. 

L’ascolto orante della Parola di Dio, non solo nel tempo di Quaresima, ma a partire da questo Kairòs di grazia, sempre, fino a farlo diventare stile di vita, ci dà la possibilità di riscoprire quanto sia bello riassumere ritmi umani e umanizzanti, consapevoli che siamo strumenti umili e non salvatori necessari.

La Quaresima è tempo di conversione e di penitenza non perché guardiamo al passato sotto il carico delle nostre mancanze e dei nostri fallimenti, bensì perché riacquistiamo la capacità di guardare in avanti ricchi di speranza e di fiducia. 

Come pure è tempo di conversione non perché ci lasciamo trascinare verso il basso dal peso dei nostri errori, ma al contrario perché eleviamo lo sguardo verso l’Alto mossi dal desiderio sincero di ricominciare. 

Tutto questo vogliamo testimoniarlo come cristiani di Azione Cattolica in questo anno Santo straordinario della Misericordia; anno in cui vogliamo unire la bellezza della nostra fede alla concretezza delle azioni che la traducano in gesti concreti di amore e di carità. 

Il digiuno, l’elemosina e la preghiera siano i tre pilastri su cui appoggiare tutto il cammino quaresimale e cristiano, completamente protesi alla gioia pasquale meta e senso pieno di tutta la nostra vita. 

I tanti propositi di questo tempo quaresimale non si fermino alla soglia della settimana santa, ma ci allenino a vivere sempre in ogni momento della nostra esistenza quanto con fatica e con gioia abbiamo realizzato in questo tempo di preparazione alla Pasqua di Risurrezione.

BUON CAMMINO A TUTTI.

Don Francesco