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Corresponsabili nel quotidiano

In attesa di incontrarci il prossimo 30 settembre in occasione dell’Assemblea straordinaria, alcuni articoli ci daranno alcuni spunti per riflettere anche all’interno delle nostre associazioni parrocchiali.

Il Primo spunto di riflessione ci viene donato dall’incaricata regionale del Settore Giovani, Eva.

Un abbraccio fraterno

La Presidenza Diocesana.

Cara AC di Cefalù,

alle porte di un nuovo anno associativo è bello poterci ridire e poter scegliere ancora una volta lo stile con cui decidiamo di stare nei nostri luoghi, nelle nostre parrocchie, nei nostri paesi, nella nostra vita!Come racchiudere in poche parole il nostro sì? Potremmo forse dirci appassionati, innamorati, sognatori ‘responsabili’?

 

Sì, responsabili della Vita! Di tutta la vita che ci passa davanti, accanto, che ci attraversa; responsabili di ogni età e di ogni emozione che la accompagna. Responsabili del quotidiano, responsabili dei nostri luoghi e delle nostre singole missioni. Responsabili di ciò che fa poco rumore: di uno sguardo che si abbassa, di una persona lontana, di una gioia da condividere, di qualcuno che sta male, di una mano che non viene stretta. Responsabili della Chiesa: della comunione che creiamo, della sincerità che scegliamo, dei sacramenti a cui accompagniamo, dei sacerdoti che abbiamo accanto. Responsabili... quanta fatica, che sembra forse troppa per esser divisa su 12 lettere: riflettici, son 12 come gli apostoli, eppure manca ancora qualcosa. O forse qualcuno. Nel rischio che potremmo mancare io e te nel quotidiano sporcarsi le mani e soffrire e gioire ad ogni passo del mondo, l’AC ha voluto aggiungere un prefisso indispensabile che ci ricorda di essere CO-Responsabili! Guardala, adesso la parola inizia con le stesse lettere di comunione, di coraggio, di condivisione. L’associazione infatti è la scelta di un “noi” che si realizza solo “insieme”: è far sì che il pane lieviti, che il germoglio cresca, che un abbraccio non manchi, che casa profumi, che ci si svegli la domenica per andare a messa, che l’altro venga rialzato dopo esser caduto, che qualcosa venga riparata se non funziona al meglio, che la luce venga accesa quando arriva il buio, che l’acqua sia portata a chi ha faticato tanto, che la mamma venga ringraziata per il suo lavoro e il papà abbracciato quando arriva oltre l’ora sperata, che la zia non ceni sola, che i nonni abbiano a fianco dei bimbi a cui raccontare ‘un cuntu’, che i ragazzi possano alzar lo sguardo e trovare qualcuno lì seduto per aiutarli, che il giovane possa essere accompagnato alla partenza, che il parroco possa chiederti un parere sincero, che nessuno sia solo nella scelta. L’AC è questo e molto altro che non possiamo realizzare se non “insieme”! Né io né tu possiamo farci indietro in una associazione, una Chiesa, un mondo che ci appartiene.

Corresponsabilità è una parola poco usata che tenta ‘semplicemente’ di ricordarci che “Dio ha voluto entrare nella dinamica di un popolo” e noi pertanto non possiamo esentarcene, perché “nessuno si salva da solo”. Insomma, la corresponsabilità è una delle sfide più belle per raggiungere la santità e non posso che augurarti e augurare a tutta la nostra AC di spiccare per questa virtù, per essere “il volto più bello della Chiesa”, quella “classe media della santità” che è la traduzione della parte migliore di te che spenderai nel mondo tra altri, per altri, con altri.

Eva Vitagliano Incaricata Regionale Settore Giovani

 

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