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Un tempo speciale che ci aiuti a riscoprire la bellezza di ritmi umani e umanizzanti

immagine di frenesia

“Scusami non ho tempo vado di fretta, devo scappare!”

E’ una delle frasi che ripetiamo più spesso e che molto frequentemente ci sentiamo ripetere. Ed è proprio vero, oggi non si ha più tempo per vivere relazioni intense, piene di significato e di umanità. Siamo continuamente incalzati dai ritmi della giornata e del lavoro, per cui spesso perdiamo di vista il senso di quello che siamo e di quello che facciamo.

Ecco allora di nuovo il tempo della Quaresima in cui abbiamo la possibilità di fermarci e di fare silenzio per ascoltare. 

Il segreto è tutto qui: nel sapersi fermare per ascoltare e non chiunque, ma l’unica Parola che salva e che dà spessore a quello che siamo e a quello che facciamo. 

L’ascolto orante della Parola di Dio, non solo nel tempo di Quaresima, ma a partire da questo Kairòs di grazia, sempre, fino a farlo diventare stile di vita, ci dà la possibilità di riscoprire quanto sia bello riassumere ritmi umani e umanizzanti, consapevoli che siamo strumenti umili e non salvatori necessari.

La Quaresima è tempo di conversione e di penitenza non perché guardiamo al passato sotto il carico delle nostre mancanze e dei nostri fallimenti, bensì perché riacquistiamo la capacità di guardare in avanti ricchi di speranza e di fiducia. 

Come pure è tempo di conversione non perché ci lasciamo trascinare verso il basso dal peso dei nostri errori, ma al contrario perché eleviamo lo sguardo verso l’Alto mossi dal desiderio sincero di ricominciare. 

Tutto questo vogliamo testimoniarlo come cristiani di Azione Cattolica in questo anno Santo straordinario della Misericordia; anno in cui vogliamo unire la bellezza della nostra fede alla concretezza delle azioni che la traducano in gesti concreti di amore e di carità. 

Il digiuno, l’elemosina e la preghiera siano i tre pilastri su cui appoggiare tutto il cammino quaresimale e cristiano, completamente protesi alla gioia pasquale meta e senso pieno di tutta la nostra vita. 

I tanti propositi di questo tempo quaresimale non si fermino alla soglia della settimana santa, ma ci allenino a vivere sempre in ogni momento della nostra esistenza quanto con fatica e con gioia abbiamo realizzato in questo tempo di preparazione alla Pasqua di Risurrezione.

BUON CAMMINO A TUTTI.

Don Francesco

Aderenti per scelta

Il tempo liturgico dell’Avvento è caratterizzato dall’attesa di Gesù come salvatore e liberatore dell’umanità. In questo contesto ogni anno celebriamo l’appuntamento essenziale dell’adesione all’AC che ognuno di noi non vuole vivere come un semplice momento rituale, bensì come un serio rinnovamento della propria vita cristiana. Modello di tutto è la Vergine Maria che contempliamo in ascolto della Parola e nella obbediente accoglienza della volontà di Dio.

Per tale motivo l’Azione Cattolica è prima di tutto costituita dalle persone e dai legami che esse intessono. Attraverso questi legami si sviluppa la vita associativa che ognuno di noi, in quanto aderente, è corresponsabile di curare e rafforzare. Nel rinnovare la nostra adesione, o nell’aderire per la prima volta, vogliamo arricchire la nostra vita attraverso un’esperienza bella di comunità ecclesiale e vogliamo arricchire l’associazione portando il nostro contributo unico e irripetibile.

CI STA A CUORE!

 

In ac abbiamo un cuore grande: nel nostro cuore trovano posto uomini e donne, bambini, ragazzi, adolescenti e giovani che abitano questo tempo, ciascuno con le proprie gioie e le fatiche quotidiane. ci sta a cuore la vita delle persone, la famiglia, il lavoro, la scuola e l’università, ma anche la sofferenza, la malattia, le fragilità di ognuno. Ci sta a cuore l’impegno a camminare accanto ai fratelli nelle esperienze quotidiane, condividendo le occasioni preziose riservate a ciascuno. ci sta a cuore l’incontro personale con il signore risorto, che passa attraverso una vita di fede autentica condivisa con la comunità cristiana, e la passione per la chiesa. Ci stanno a cuore soprattutto i poveri e gli “ultimi” di una società che spesso mette ai margini chi vive nella difficoltà e nella sofferenza.

In questo anno associativo, segnato dal Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco, vogliamo ancora una volta aprire le porte del nostro cuore per testimoniare l’amore di Dio, consapevoli che «nella misericordia abbiamo la prova di come Dio ama» (cfr. Misericordiae Vultus n. 14). Con un cuore aperto ai fratelli, ai poveri soprattutto - insomma con un atteggiamento misericordioso - ci apprestiamo a vivere l’esperienza associativa in questo anno 2015-2016, desiderosi di metterci in cammino verso l’altro, facendo noi il primo passo e andando là dove si incontrano le vite delle persone.

L’esperienza associativa è senza dubbio un’opportunità significativa per vivere e testimoniare la misericordia. Dobbiamo solo metterci in ascolto del battito del nostro cuore, che si rallegra delle gioie dell’altro e condivide le difficoltà del fratello che soffre. La vita di gruppo e i momenti di incontro e di festa che stiamo per vivere ci aiuteranno a sperimentare la nostra vocazione alla misericordia, favorendo l’accoglienza di tutti, l’ascolto e la comprensione reciproca, il perdono chiesto e ricevuto, la riscoperta dell’amore incondizionato del Padre per i suoi figli. Ma non solo: l’Ac che sogniamo è un’Ac in uscita, capace di arrivare alle periferie dell’esistenza, andando incontro ai poveri delle nostre città, capace di uno sguardo attento sul Paese e sul mondo intero.

Per tutto questo ci sta a cuore la vita associativa. Quella dell’Azione cattolica è un’esperienza bella di vita e di fede che desideriamo condividere con tanti fratelli. Attraverso una rete fitta di legami buoni ci impegniamo, ancora una volta, ad avere un cuore che batte per l’altro, nella fraternità della vita cristiana, e a testimoniare l’amore del Padre nei contesti quotidiani della nostra esistenza. È un impegno che ci lega in Italia e nel mondo e che ogni anno si rinnova attraverso quel sì che afferma la nostra passione per la vita, la fede, la Chiesa e il mondo. Anche quest’anno l’Ac ci sta a cuore. Anche quest’anno ci stanno a cuore ragazzi, giovani e adulti di ogni parte d’Italia. Anche quest’anno ci stai a cuore tu, sì, proprio tu!

 

Monica Del Vecchio e Maurizio Semiglia
Responsabili Area Promozione Associativa Nazionale

Con il cuore infranto, cerchiamo la Pace

In questo momento di tragica sofferenza per la Francia, l’Europa e il mondo intero, l’Azione Cattolica della Diocesi di Cefalù, si unisce alla preghiera e al cordoglio per quanti sono morti e per i feriti a causa degli attacchi terroristici a Parigi. Questo gesto, che ferisce profondamente il senso autentico dell’essere uomini e lo viola, ci lascia sconcertati.

Non possiamo rimanere in silenzio, ma ribadire con fermezza l’incondizionato no alla violenza, che non può essere giustificata con la religione nè trovare ragioni umane - come ha detto con dolore ieri mattina Papa Francesco. La violenza può solo generare altra violenza, non solo fisica, ma purtroppo anche verbale e culturale. Queste forme di violenza ci portano solo all’odio e alla chiusura.

Lo sdegno e la rabbia sono normali sentimenti che nel momento proviamo, ma non possono caratterizzare la nostra risposta di uomini e cristiani. La preghiera per la pace sia elemento costitutivo del nostro essere seguaci di Cristo. Lo stile della pace, con le azioni, l’apertura al dialogo e al confronto, sia allora la risposta che quotidianamente offriamo al mondo.

La formazione delle coscienze, che come associazione ci poniamo come obbiettivo da sempre, ci deve spingere ad approfondire questi temi, a ragionare e riflettere. Alla risposta emotiva dobbiamo essere capaci di associare una risposta formativa ed educativa che generi scelte mature e responsabili.

I nostri gruppi affrontino la discussione sugli eventi tragici di questo momento. La preghiera sia innanzi tutto la luce che illumina la nostra discussione. Invitiamo tutti i gruppi, giovani, adulti e ragazzi, a pregare per quanti soffrono in questo momento, per quanti sono stati strappati da questo mondo, ma anche per quanti cercano le risposte nell’odio e nell’ulteriore violenza. Ma invitiamo anche i gruppi e i soci di AC a dialogare e fare scelte che abbiano effetti nel quotidiano concreto. Sarà uno sforzo fecondo che genererà frutti soltanto nel lungo termine, ma dobbiamo avere speranza.

Con il cuore infranto, preghiamo per le vittime, per i loro familiari e per tutto il popolo francese e affidiamoci a Maria SS. di Gibilmanna perchè ci accompagni sempre e ci aiuti ad essere costruttori di pace.

La Presidenza Diocesana