• Cattedrale int2

Aderenti per scelta

Il tempo liturgico dell’Avvento è caratterizzato dall’attesa di Gesù come salvatore e liberatore dell’umanità. In questo contesto ogni anno celebriamo l’appuntamento essenziale dell’adesione all’AC che ognuno di noi non vuole vivere come un semplice momento rituale, bensì come un serio rinnovamento della propria vita cristiana. Modello di tutto è la Vergine Maria che contempliamo in ascolto della Parola e nella obbediente accoglienza della volontà di Dio.

Per tale motivo l’Azione Cattolica è prima di tutto costituita dalle persone e dai legami che esse intessono. Attraverso questi legami si sviluppa la vita associativa che ognuno di noi, in quanto aderente, è corresponsabile di curare e rafforzare. Nel rinnovare la nostra adesione, o nell’aderire per la prima volta, vogliamo arricchire la nostra vita attraverso un’esperienza bella di comunità ecclesiale e vogliamo arricchire l’associazione portando il nostro contributo unico e irripetibile.

CI STA A CUORE!

 

In ac abbiamo un cuore grande: nel nostro cuore trovano posto uomini e donne, bambini, ragazzi, adolescenti e giovani che abitano questo tempo, ciascuno con le proprie gioie e le fatiche quotidiane. ci sta a cuore la vita delle persone, la famiglia, il lavoro, la scuola e l’università, ma anche la sofferenza, la malattia, le fragilità di ognuno. Ci sta a cuore l’impegno a camminare accanto ai fratelli nelle esperienze quotidiane, condividendo le occasioni preziose riservate a ciascuno. ci sta a cuore l’incontro personale con il signore risorto, che passa attraverso una vita di fede autentica condivisa con la comunità cristiana, e la passione per la chiesa. Ci stanno a cuore soprattutto i poveri e gli “ultimi” di una società che spesso mette ai margini chi vive nella difficoltà e nella sofferenza.

In questo anno associativo, segnato dal Giubileo della Misericordia indetto da Papa Francesco, vogliamo ancora una volta aprire le porte del nostro cuore per testimoniare l’amore di Dio, consapevoli che «nella misericordia abbiamo la prova di come Dio ama» (cfr. Misericordiae Vultus n. 14). Con un cuore aperto ai fratelli, ai poveri soprattutto - insomma con un atteggiamento misericordioso - ci apprestiamo a vivere l’esperienza associativa in questo anno 2015-2016, desiderosi di metterci in cammino verso l’altro, facendo noi il primo passo e andando là dove si incontrano le vite delle persone.

L’esperienza associativa è senza dubbio un’opportunità significativa per vivere e testimoniare la misericordia. Dobbiamo solo metterci in ascolto del battito del nostro cuore, che si rallegra delle gioie dell’altro e condivide le difficoltà del fratello che soffre. La vita di gruppo e i momenti di incontro e di festa che stiamo per vivere ci aiuteranno a sperimentare la nostra vocazione alla misericordia, favorendo l’accoglienza di tutti, l’ascolto e la comprensione reciproca, il perdono chiesto e ricevuto, la riscoperta dell’amore incondizionato del Padre per i suoi figli. Ma non solo: l’Ac che sogniamo è un’Ac in uscita, capace di arrivare alle periferie dell’esistenza, andando incontro ai poveri delle nostre città, capace di uno sguardo attento sul Paese e sul mondo intero.

Per tutto questo ci sta a cuore la vita associativa. Quella dell’Azione cattolica è un’esperienza bella di vita e di fede che desideriamo condividere con tanti fratelli. Attraverso una rete fitta di legami buoni ci impegniamo, ancora una volta, ad avere un cuore che batte per l’altro, nella fraternità della vita cristiana, e a testimoniare l’amore del Padre nei contesti quotidiani della nostra esistenza. È un impegno che ci lega in Italia e nel mondo e che ogni anno si rinnova attraverso quel sì che afferma la nostra passione per la vita, la fede, la Chiesa e il mondo. Anche quest’anno l’Ac ci sta a cuore. Anche quest’anno ci stanno a cuore ragazzi, giovani e adulti di ogni parte d’Italia. Anche quest’anno ci stai a cuore tu, sì, proprio tu!

 

Monica Del Vecchio e Maurizio Semiglia
Responsabili Area Promozione Associativa Nazionale

Con il cuore infranto, cerchiamo la Pace

In questo momento di tragica sofferenza per la Francia, l’Europa e il mondo intero, l’Azione Cattolica della Diocesi di Cefalù, si unisce alla preghiera e al cordoglio per quanti sono morti e per i feriti a causa degli attacchi terroristici a Parigi. Questo gesto, che ferisce profondamente il senso autentico dell’essere uomini e lo viola, ci lascia sconcertati.

Non possiamo rimanere in silenzio, ma ribadire con fermezza l’incondizionato no alla violenza, che non può essere giustificata con la religione nè trovare ragioni umane - come ha detto con dolore ieri mattina Papa Francesco. La violenza può solo generare altra violenza, non solo fisica, ma purtroppo anche verbale e culturale. Queste forme di violenza ci portano solo all’odio e alla chiusura.

Lo sdegno e la rabbia sono normali sentimenti che nel momento proviamo, ma non possono caratterizzare la nostra risposta di uomini e cristiani. La preghiera per la pace sia elemento costitutivo del nostro essere seguaci di Cristo. Lo stile della pace, con le azioni, l’apertura al dialogo e al confronto, sia allora la risposta che quotidianamente offriamo al mondo.

La formazione delle coscienze, che come associazione ci poniamo come obbiettivo da sempre, ci deve spingere ad approfondire questi temi, a ragionare e riflettere. Alla risposta emotiva dobbiamo essere capaci di associare una risposta formativa ed educativa che generi scelte mature e responsabili.

I nostri gruppi affrontino la discussione sugli eventi tragici di questo momento. La preghiera sia innanzi tutto la luce che illumina la nostra discussione. Invitiamo tutti i gruppi, giovani, adulti e ragazzi, a pregare per quanti soffrono in questo momento, per quanti sono stati strappati da questo mondo, ma anche per quanti cercano le risposte nell’odio e nell’ulteriore violenza. Ma invitiamo anche i gruppi e i soci di AC a dialogare e fare scelte che abbiano effetti nel quotidiano concreto. Sarà uno sforzo fecondo che genererà frutti soltanto nel lungo termine, ma dobbiamo avere speranza.

Con il cuore infranto, preghiamo per le vittime, per i loro familiari e per tutto il popolo francese e affidiamoci a Maria SS. di Gibilmanna perchè ci accompagni sempre e ci aiuti ad essere costruttori di pace.

La Presidenza Diocesana

La Chiesa in Cammino a Firenze 2015

Papa Francesco all'uscita  dalla Cattedrale di Firenze

Si è aperto ieri pomeriggio il V Convegno Ecclesiale nazionale a Firenze, dopo un cammino di preparazione durato più di due anni. La Chiesa italiana ha scelto lo stile sinodale per discutere del rapporto tra fede e e storia, tra Chiesa e Paese, ma anche per verificare lo stato di attuazione del Concilio Vaticano II, come ha detto ieri nella prolusione Mons. Nosiglia, vescovo di Torino e Presidente del comitato preparatorio del convegno.

L'umanità perfetta di Cristo è il modello da seguire per realizzare un umanesimo nuovo. La concretezza dei gesti e delle azioni del Signore che si è incarnato per noi è quindi il termine di paragone per i lavori del convegno. Concretezza che sin dalla preparazione è stata ricercata, per evitare che il convegno risultasse uno sterile esercizio, ma potesse produrre dialogo e quindi progettualità. 

La presenza del Papa oggi ha ancora una volta spinto la Chiesa a essere presenza dell'amore del Signore nel mondo e assumere il Suo volto misericordioso.

Quaresima 2015

di don Francesco Lo Bianco* - Ogni anno la Quaresima è il tempo che Dio offre a ciascuno di noi per vivere una profonda esperienza di conversione e quindi, di partecipazione vera al mistero pasquale di Gesù.

Spesso però Quaresima diventa sinonimo di tristezza, di penitenza fatta solo di sofferenza, di rinunce che mortificano e non esaltano.

Papa Francesco apre il suo messaggio per questa Quaresima ricordandoci che questo tempo è innanzitutto un tempo di Grazia e quindi, un tempo di rinascita e di vera autentica gioia.

Ovviamente tutto questo non vuol dire allegria superficiale e vuota ma al contrario la pienezza di vita che solo l’ascolto della Parola di Dio può donare; quella Parola che nutre e fortifica, illumina e consola, purifica e risana, corregge e trasforma.

Dall’ascolto inevitabilmente scaturiscono il rinnovamento e la pace.

Chi ascolta il Signore che parla, contemporaneamente nella sua voce riconosce anche il grido  di chi soffre e di chi vive nel bisogno.

La voce di Dio è sempre la voce del fratello in difficoltà; forse è proprio per questo motivo che non ascoltiamo Dio che ci parla, in quanto non vogliamo lasciarci scomodare dalle nostre sicurezze e tranquillità.

La Quaresima diventi allora momento di vero cambiamento nella gioia e nelle pace che solo Dio può donare.

Ogni rinuncia, ogni sacrificio, ogni esperienza di purificazione, ogni piccola o grande privazione, allora non saranno vissuti come momenti di tristezza bensì al contrario come occasioni per condividere quanto ricevuto e per comprendere sempre più che  cosa rende veramente degna la vita di ciascuno di noi.

Auguro a me stesso e a tutti i soci dell’Azione Cattolica della nostra Chiesa cefaludense, un proficuo cammino quaresimale nella letizia, guardando a Colui che per amore ha dato se stesso per noi.

*Assistente Unitario diocesano